
José Cura, argentino di Rosario (Santa Fe), è considerato uno dei più importanti artisti di oggi. A soli 15 anni debutta come direttore di coro; studia inoltre composizione e pianoforte. Nel ’91 lascia l’Argentina per l’Europa e nel ’92 debutta a Verona in un’opera teatrale: Pollicino di Henze.
Canta successivamente a Genova in Carmen e Simon Boccanegra; si esibisce inoltre nelle Villi e nella Rondine di Puccini. Nel settembre 1994 debutta negli Stati Uniti, a Chicago, in Fedora. Dopo un concerto di gala al Teatro Colón di Buenos Aires torna in Italia per interpretare Paolo il Bello nella Francesca da Rimini di Zandonai e Fedora a Trieste.
Nel giugno ’95 è a Londra per debuttare in Stiffelio nel ruolo del titolo durante un Festival Verdiano alla Royal Opera House Covent Garden.
Canta nell’Otello di Verdi a Torino nel maggio ’97 con la Filarmonica di Berlino diretta da Claudio Abbado riscuotendo grande successo.
Debutta alla Scala di Milano nella Gioconda di Ponchielli e vi torna nel ’98 per Manon Lescaut e nel ’99 per La Forza del destino, diretto da Riccardo Muti. Sempre nel ’99 viene insignito del titolo di professore “honoris causae” all’Università di Buenos Aires e si esibisce in Cavalleria rusticana e Pagliacci con Placido Domingo e in Otello al Teatro Reál di Madrid. Nel 2000 viene invitato a cantare in Otello a Washington e interpreta il ruolo di Alfredo nella Traviata a Parigi.
Nel 2003 è protagonista in Arena con ben tre titoli: Turandot (Calaf), Carmen (Don José) e La Traviata (Alfredo), mentre lo scorso anno ha interpretato il ruolo di Calaf in Turandot.
Nell'estate areniana 2006 interpreta Canio in Pagliacci.